DWOF! Ragazzi e bambini appassionatamente contro lo spreco

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Don't Waste Our Future! più nel vivo di così non potremmo proprio immaginarlo! A febbraio sono iniziate le "lezioni di non-spreco" da parte degli studenti delle scuole superiori ai bambini delle elementari. Qui il diario degli incontri, in un crescendo di consapevolezza, scambio, emozioni. 

 

"Mia nonna puccia il pane secco nel latte", dice dalla penultima fila una bambina. Nonna fortunata, la sua, visto che uno dei suoi figli vive a Londra dove la Doggy Bag non è una vergogna ma un vanto. "Mia nonna l'ha chiesta al ristorante e loro gliel'hanno data", aggiunge la piccola mentre scorrono le immagini delle "doggy bag" compresa una divertente con un bassottino chiuso in un sacchetto, che suscita un boato collettivo di stupore!

Siamo al primo incontro, il 10 febbraio, tra le ragazze della 2G dell'ITSOS ALBE STEINER e gli alunni della 3A del Plesso Gemelli dell'Istituto Comprensivo di Pieve Emanuele.

Entrano subito in sintonia. Le più grandi sconfiggono presto la timidezza, i più piccoli ascoltano, anzi partecipano attivamente. Un'altra bambina alza la mano e aggiunge: "Anche l'acqua è importante e non va sprecata e io dal ristorante porto via la bottiglietta". A sentirli parlare, questi ottenni la sanno lunga e ci stanno anche attenti a non sprecare il cibo, anche se come spesso accade sembrano essere i genitori l'anello debole della catena. Certo, sarà la vita frenetica, però farà loro specie sentirsi dire dalla propria figlia che "le scatolette stanno per scadere", come testimonia un'altra bimba. Anche i maschietti hanno una certa consapevolezza in merito agli sprechi e per uno che racconta di vedere la sua mamma prepararsi il pranzo in ufficio con quel che è rimasto il giorno prima, un altro insiste sul riciclare gli avanzi dandoli agli animali di casa: apriti cielo! A quel punto comincia la gara alla bestia domestica più bizzarra alla quale vengono somministrate insalate o lasagne, pane, biscotti e via discorrendo. Giulia SalvadorFederica FerlettiCamilla Salina sono brave a governare il caos produttivo - coadiuvate dalla paziente Valeria Querzola, Project Manager di DWOF per il Fondo e dalla appassionata maestra Giuseppina Antolino, sotto lo sguardo attento della professoressa Giulia De Iasi - e a coinvolgere i bambini nei giochi studiati assieme al nostro responsabile della formazione Christian Elevati. Cronaca di due ore di classi miste con un unico obiettivo (raggiunto): buttare in pattumiera quanto meno possibile è bello!  E questo è solo l'inizio, ne vedremo delle belle!

La galleria delle foto della mattinata del 10 febbraio a Pieve Emanuele, qui sul nostro profilo Facebook

 
La seconda settimana torniamo a Pieve e allo stesso Comprensivo ma al Plesso titolato a Martin Luther King.
 
Stesso posto, sempre con le studentesse dell'Albe Steiner, ma di altra classe, la 2N: se vi state confondendo non preoccupatevi, ci siamo passati tutti ma poi abbiamo capito che si, secondo giro tra le stesse scuole ma nuovi attori e soprattutto, quel che importa davvero, sempre ottimi i semi che DWOF continua a gettare. La risposta degli studenti infatti si dimostra ogni volta oltre le aspettative: risultati di cui siamo orgogliosi. Anche questa volta le ragazze (ebbene sì finora sempre ragazze) sono state bravissime: Maddalena MarchesiMaria OnanoArianna Tonello e Elena Russello hanno coinvolto i bambini un po' discoli ma molto molto attenti. A dar loro una mano c'era l'insegnante della King, Marianna Pietracupa. Il confronto tra "formatori" e "uditori\urlatori" è proseguito per un paio d'ore piene di riflessioni e suggestioni. Con alcune pietre miliari come quelle di un bambino che ha decantato il proprio personale assioma: "Il cibo che avanza non si butta perché lo mangia papà". Sensibili come spesso capita alla loro età, i bambini hanno proposto soluzioni e ricette per recuperare ingredienti altrimenti spacciati anche se nel gioco sulla scelta del menù non sono stati pochi i piatti di una ipotetica mensa che i bambini dichiaravano di non volere o di mangiare a metà. Mentre su un cartellone venivano segnate le portate sgradite una bimba si alza e sussura con tono contrito all'orecchio di Valeria Querzola: "Sono 47 quelli che buttiamo...".
 
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Il terzo incontro peer to peer di DWOF! Milano si svolge il 19 febbraio proprio nel capoluogo lombardo, alla Rinnovata Pizzigoni. 
 
Si tratta di una scuola pubblica considerata un'eccellenza per il metodo di insegnamento. Entriamo nella 4C con i ragazzi della 2LCS dell'Ettore Conti: Matteo ViolaNoemi PioliLucrezia Aglioni e Sebastiano Pagani. I bambini indossano tutti un grembiule verde e sono molto composti e silenziosi. Anche se come al solito la risata e conseguente caos esplodono nel momento in cui mostriamo l'immagine del cagnolino chiuso nella borsa - giusto per far capire bene cosa sia la doggy bag e per rendere più gradevole le ore passate assieme - e le foto della frutta brutta a vedersi ma buona a mangiarsi oggetto di campagne pubblicitarie internazionali per la sensibilizzazione contro lo spreco alimentare. 
 
                                                                          
 
Per la particolarità della scuola, la "lezione speciale" è proseguita nel cortile in cui trovano spazio tanti animali curati (anche) dagli alunni. E questa volta sono stati loro a insegnare qualcosa a noi e ai ragazzi dell'Ettore Conti.
 
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Per il quarto incontro, 25 febbraio, siamo di nuovo alla Rinnovata Pizzigoni tra la 4D e la 2LDS sempre dell'Ettore Conti. 
 
Alla fine delle due ore, quel che è apparso in tutta evidenza è che in questa scuola i bambini hanno ben chiaro il significato di "spreco"; sia per il percorso di consapevolezza portato avanti dalla maestra Gigliola Galdoni, sia perché a ogni fine pasto ciascun alunno deve andare col proprio vassoio alla raccolta differenziata e buttare nell'umido i propri avanzi, assistendo cosi al crescere della montagna di cibo buttato. Per fortuna i rifiuti organici vengono riciclati nell'orto, nelle serre e per nutrire gli animali da cortile, tutti curati direttamente dagli allievi delle IV e delle V. 
Federica CozziDavide dello IaconoAlessandro CioffiGabriele ClementeAurora CaracciniCaterina Fantini della Ettore Conti sono stati bravi e pazienti con i più piccoli che non solo erano molto attenti ma collaboravano anche tra di loro. A dare una mano ai ragazzi c'era anche la loro insegnante, Maria Chiara Grauso. La maestra Galdoni è stata molto brava a collegare il lavoro del progetto di DWOF! con la didattica ordinaria: un esempio concreto si è verificato quando si è parlato della filiera alimentare sul quale anche i piccoli erano molto informati. "Sono contenta perché questa è l'ennesima dimostrazione concreta di come il progetto Don't Waste Our Future! si possa inserire in armonia nel percorso formativo delle scuole", ha commentato soddisfatta la Project Manager di DWOF! per il FPMCI, Valeria Querzola. 
 
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Il quinto incontro si è svolto il 26 febbraio nella 4A della Dante Alighieri di Sesto San Giovanni con gli studenti della III B dell'CFP Achille Grandi di Sesto
 
Qui era presente anche Elena Iannizzi, assessore alla Cooperazione e politiche giovanili di Sesto San Giovanni e anche Vice Presidente del Fondo FPMCI; con lei, c'erano anche Laura Pollastri e Stefano Lovallo, due rappresentanti dell'InformaGiovani della città, a dimostrazione dell'alto interesse delle autorità scolastiche e amministrative nei confronti di DWOF! Inoltre c'erano come sempre la maestra della classe elementare, Veneranda Roberti, e la professoressa Sabrisa Casà. Ma protagonisti indiscussi sono stat i ragazzi delle superiori diventati per un giorni insegnanti di buone pratiche: Martina CapuzzoStefania DucaleDaniele PellecchiaCristian Marangoni. Il momento di maggiore coinvolgimento è stato quando alla domanda sullo spreco, sugli sprechi, nella loro realtà quotidiana, i bambini hanno iniziato una gara per rispondere, con mani che si alzavano per parlare e raccontare le loro esperienze: "Ci sono tanti bambini che non hanno da mangiare a sufficienza e non dobbiamo buttare via quello che abbiamo comprato in eccesso: possiamo darlo a loro" dice una bambina dalla pelle olivastra. A lei fa seguito il suo compagno di banco: "Quello che non mangiamo possiamo darlo ai barboni", dice scatenando brusio alla parola barboni. Un altro racconta una cosa che non c'entra niente apparentemente, ma che invece ci dice di un'attenzione che va oltre, e parla della collega di sua mamma "andata in Africa con l'aereo per curare i bambini e gli adulti". Chiude una bambina che racconta della visita al Padiglione della Caritas a EXPO: "C'era una macchina piena di fucili che rappresentava la ricchezza e tutto attorno dei panini avvolti nei giornali: una signora ci ha spiegato che era il pane per i poveri, e che il significato è che dobbiamo condividere per moltiplicare". Sorrisi e sospiri di approvazione, chiudono anche questo incontro tra future generazioni. 
 
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Sesto incontro, il I marzo, con gli studenti della 2Q dell'Oriani Mazzini di Milano divisi contemporaneamente in ben due classi dell'IC Orchidee di Rozzano, le 4A e 4C.
 
Sergiy GrimoldiNadia Sejdic e Chiara Surace, la "formazione di formatori" dei bambini della 4A, assistiti dalla maestra Enrica Schioppa; Giorgia Agresti e Angelica Tufo nella 4C, coadivate dalla maestra Maria Scaricaciottoli. Sembra una situazione caotica, ma invece l'entusiasmo si è moltiplicato e i risultati sono stati eccezionali. Tutti i grandi hanno dimostrato ottime capacità nella gestione delle classi, autonomia nell'insegnamento e consapevolezza della tematica affrontata. "Tanto per capirci, i bambini sin dall'inizio si sono rivolti ai ragazzi della seconda superiore con l'appellativo di maestri! Fantastico!", spiega Valeria Querzola che ha seguito personalmente tutti gli appuntamenti del lungo percorso di DWOF! Il suo giudizio è positivo per tutte le fasi e tutti gli incontri, ma la sinergia che ha visto svilupparsi qui ha prodotto risultati inattesi e da appuntare sull'agenda. Infatti, continua a spiegare Valeria: "Gli studenti-formatori, pure se giovanissimi, hanno stimolato la partecipazione e l'attenzione dei piccoli. E questi continuavano a intervenire, raccontare, dare opinioni e lanciare con entusiasmo utili input. I bambini erano a dir poco scandalizzati per lo spreco esistente nel mondo". Nella 4A volavano commenti da piccoli adulti: dobbiamo fare qualcosa!; un mondo così non è proprio sostenibile!
Nel frattempo nella 4C i tanti bambini originari di altri Paesi - Benin, Cina, Manila, Algeria e Marocco - raccontavano i piatti tipici della loro tradizione che vorrebbero portare nella mensa scolastica.
Alla fine della mattinata, se le maestre erano entusiaste e chiedevano altri progetti come questo "esperienza positiva e di confronto, non la solita azione frontale", contentissimi del protagonismo erano i bambini; mentre stupiti e carichi di energia e buoni propositi i giovani "insegnanti per un giorno" che chissà magari continueranno visto il messaggio che hanno mandato a Valeria e a Christian Elevati, il formatore del FPMCI: "Grazie a tutto lo staff per la bellissima esperienza che ho vissuto, spero sia stato strasmesso ciò per cui siamo stati preparati e che i bambini si siano divertiti. Grazie per l'opportunità che ci avete dato. Anche i miei compagni sono contenti e felicissimi di aver partecipato a questo bellissimo progetto. Grazie a te, Christian e tutti voi!". DWOF! ma anche WOW! 
 
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Il giorno dopo, il 2 marzo, torniamo all'IC Orchidee di Rozzani dove le ragazze della 2Q dell'Oriani Mazzini sono state accolte, ascoltate, e alla fine "adottate" dai bambini delle 4B e 4D. 
 
Giulia Ciotti, Alessia Castiglioni, Francesca De Angelis e Aileen Abacan non se lo sarebbero mai aspettato. E nemmeno le loro insegnati o le maestre dei piccoli, e in fin dei conti neppure noi. Se già il precedente incontro rozzanese era stato molto entusiasmante e positivo, una importante conferma del progetto DWOF! e del lavoro che stiamo tutti facendo da oltre un anno, qui si è aggiunta una coda finale commovente che ha sottolineato il gradimento dello scambio tra "pari", cioè da parte dei bambini delle lezioni impartite dagli studenti delle superiori. Applausi, biglietti di ringraziamento, abbracci e poi un bambino: "Siete persone altruiste perché fate questo progetto e ci aiutate a capire", dice a nome di tutti. Stupore anche perché per tutta la mattinata, gli allievi delle due quarte hanno invece dimostrato di aver già capito molto, di avere già acquisito un giusto valore del cibo, come ben sintetizzato da un altro bambino con la sua uscita da piccolo ometto: "Quando diciamo che il cibo è una schifezza solo per l'aspetto e poi pensiamo ai bambini che hanno niente, bisogna riflettere su questo e mangiare tutto". Insomma, più chiaro di così! Le ragazze della 2Q che all'inizio erano tese, ci han messo nemmeno una decina di minuti a sciogliersi e a divertirsi addirittura nel fare le docenti per un giorno. Ma ci si rivede. Di sicuro. 
 
 
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Per l'ottavo incontro peer to peer, il 4 marzo siamo tornati a Sesto San Giovanni dove alla Dante Alighieri sono state accolte con entusiasmo crescente le "professoresse-studentesse per un giorno" del Russell. 
 
 Se l'obbiettivo è, come è, trovare un modo per allargare la consapevolezza del diritto al cibo e il peso degli sprechi alimentari a cui quotidianamente tutti purtroppo contribuiamo, allora possiamo dire che il successo va oltre le previsioni. Di incontro in incontro, abbiamo registrato un crescente entusiasmo sia negli studenti delle superiori che in quelli delle elementari, sebbene il tema sia complesso e a volte grande. 
Giulia Levada, Camilla Cugnod e Federica Colombo, della 5A del liceo Russell, sono state le ambasciatrici del messaggio di DWOF! nell'ottava giornata di lavori comuni nella 4B della Dante Alighieri di Sesto. Come sempre è accaduto, inizialmente le "formatrici per un giorno" erano tese e preoccupate per la buona riuscita dell'impresa: ma, anche qui come sempre, per loro ci sono voluti pochi minuti per entrare in sintonia con i giovanissimi allievi scatenati soprattutto sul cibo poco appetibile, e quindi quasi interamente gettato, della mensa scolastica. Il loro cruccio, espresso propriamente sotto lo sguardo attento e comprensivo della maestra Mauela Elli, riguarda lo scarso appeal dei piatti che vengono loro proposti ogni giorno: ma dopo le critiche, i piccoli allievi hanno anche dato suggerimenti concreti sugli ingredienti e sulle ricette preferite. Insomma, bambini molto attenti agli alimenti che mangiano e a quelli che finiscono in pattumiera, tanto che alla visione del video "Taste the Waste" uno di loro ha commentato: "Mi fa tanta tristezza perché tutto quel cibo e quegli animali erano vivi e ora sono morti per noi e noi li buttiamo...". 
 
La galleria delle foto della mattinata del 4 marzo alla Dante Alighieri di Sesto San Giovanni, qui sul nostro profilo Facebook  
 
Per la nona mattinata torniamo a Sesto San Giovanni, dove si è tenuto l'incontro tra gli allievi della 4C dell'Istituto Ernesto Breda e gli studenti della 4A dell'IIS Spinelli Molaschi. 
 
Il dibattito è stato più acceso che mai, dall'inizio alla fine: si è discusso animatamente del paradosso degli sprechi in una parte del mondo e della scarsità di cibo nell'altra; delle diseguaglianze in generale tra Nord e Sud; della necessità di cooperare fra Paesi. Dopo la visione del video "Taste The Waste"  si è passati come sempre al gioco dei 2 asini affamati (legati l'uno all'altro da una corda che non si spezza, i due ciuchi tirano verso due opposti cespugli dove possono trovare del cibo: i bambini devono indicare la migliore soluzione che garantisca a entrambi di mangiare): poi è seguito il confronto di opinioni, pensieri, riflessioni. Con Valeria Querzola, Project manager di DWOF! per il FPMCI, in aula c'era la maestra Filomena Laudone oltre ovviamente ai "young trainer": Giorgio Bernardi, Ylenia Polentes, Francesco Rosciano, Niccolò Pagano. I quattro ragazzi dello Spinelli Molaschi hanno gestito molto bene il vivace dibattito che ha messo in chiara evidenza come i piccoli pensino che la collaborazione, la cooperazione tra i Governi e tra i singoli porti al riequilibrio fra popolazioni e persone. 
 
La galleria delle foto della mattinata dell'11 marzo all'Ernesto Breda di Sesto San Giovanni, qui sul nostro profilo Facebook  
 
Gli ultimi due incontri peer to peer si sono tenuti entrambi a Sesto: il 18 marzo alla Dante Alighieri (che ha ospitato i ragazzi del Russell di Milano) e contemporaneamente alla Breda dove gli insegnanti d'eccezione erano gli studenti dello Spinelli-Molaschi.
 
Come sempre i bambini hanno fatto molte domande ma anche fornito piccole soluzioni per ridurre gli sprechi di cui sono coscienti. Un bambino della 4B della Breda a un certo punto ha parlato di compostaggio e i suoi compagni lo hanno guardato come fosse un alieno, ma così hanno imparato da un loro pari come, avendo anche un piccolo giardino, si possono sfruttare al meglio, e fino in fondo, i rifiuti umidi. La maggior parte dei bambini si anima alla visione della foto del cagnolino nella borsa e cominciano lì a capire cosa sia la doggy-bag: molti di loro pensavano si trattasse solo di contenitori per i resti davvero solo per il cane, mentre si sono mostrati interessati all'uso umano di quel che vi si conserva! Altrettanto interesse, e costernazione, per le montagne di cibo buttate anziché risparmiate e redistribuite tra chi non lo potrebbe comprare. Una domanda ricorrente è perché i paesi poveri non tengano per sé la frutta e la verdura che producono, invece di rivenderla tutta sui mercati ricchi, rimanendo senza nulla. 
 
La galleria delle foto della mattinata del 18 marzo all'Ernesto Breda di Sesto San Giovanni, qui, mentre quelle alla Bertrand Russell sono qui, sempre sul nostro profilo Facebook
 
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